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E-commerce di vini: come organizzare la logistica

Da sempre, l’Italia rappresenta uno dei paesi più prestigiosi per quanto concerne l’esportazione di vino, ricoprendo, infatti, una delle prime posizioni al mondo in questo settore; quello vitivinicolo è, per l’appunto, uno dei rami più importanti riguardante l’economia del nostro paese.

Questo successo, non riguarda esclusivamente l’eccellente qualità del prodotto, ma anche la capacità delle grandi aziende e dei rivenditori più piccoli nel saper creare e-commerse funzionali in grado di soddisfare appieno i clienti, non solo a livello territoriale, ma anche internazionale, permetto così all’Italia di raggiungere gran parte dell’Europa e degli Stati Uniti.

Si presentano però delle problematiche che non possono essere ignorare, comprendenti falsificazioni ed imitazioni dei prodotti. Diventa dunque fondamentale assicurarsi che i vari prodotti esportati siano a norma e seguano le dovute disposizioni.

Esportare il vino all’interno del territorio Italiano e all’estero comporta alcune regole da seguire.

Una delle principali disposizioni che tutti gli e-commerce di vino devono assolutamente rispettare riguarda l’imballaggio:

  • I contenitori adoperati devono essere adatti al trasporto e specifici per il vino; i materiali utilizzati saranno tipicamente cartone e polistirolo;

  • possono essere inserite massimo dodici bottiglie per ogni imballaggio;

  • le bottiglie andranno posizionate in verticale, se possibile, imbustandole e sigillandole singolarmente.

Vigono anche altre regole, che vanno rispettate, qualora si abbia intenzione di esportare il proprio vino anche all’estero:

  • L’alcol contenuto all’interno del prodotto non può superare il 70%;

  • Ogni bottiglia di vino o contenitore, non può superare la capienza massima consentita nel trasporto, ossia 5 litri;

  • Il vino potrà essere trasportato e spedito soltanto tra persone maggiorenni, sarà dunque obbligatorio allegare ai documenti di trasporto anche quelli personali;

  • Bisognerà essere provvisti della dovuta autorizzazione per il trasporto di vino;

  • Il prodotto potrà avere una temperatura massima di 14 gradi e dovrà essere etichettato;

  • Sarà necessario possedere l’omologazione sul prodotto o certificato UN, se si avesse intenzione di ricevere un rimborso qualora si siano presentati dei danni durante il trasporto.

Le regole presentate sono, a grandi linee, quelle utilizzate generalmente in Italia; bisognerà dunque informarsi, in maniera specifica, riguardo alle disposizioni locali dei vari paesi, per non commettere errori ed essere perfettamente in regola.

Ad esempio, se si avesse intenzione di esportare il proprio vino negli Stati Uniti, non si potranno disporre più di sei bottiglie per contenitore e dovranno avere ognuna una capienza massima di 0,75 litri. Sarà inoltre necessario registrarsi alla Food and Drug Administration, ossia l’ente che si occupa del trasporto dei vari prodotti alimentari in entrata e in uscita nel territorio statunitense.

Esistono comunque diverse piattaforme che permettono di facilitare il trasporto del prodotto all’estero, agevolando così i venditori che non hanno troppa praticità con le questioni burocratiche internazionali.